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Consapevolezza di sè e relazione con l’altro: il Tai Chi nella formazione FTQS

29 marzo 2018

E’ una pratica di consapevolezza. Un’arte del percepire, che incorpora nella sua danza le linee e i modelli della Natura promuovendo un senso di empatia con l’ambiente, una connessione cosciente e gioiosa nelle relazioni con gli altri e col mondo”.

Così Francesco Zita, insegnante di Tai Chi (e fondatore, insieme a Germana Siciliana, di “Casina Settarte Research Center”, centro di ricerca e formazione nell’ambito della danza contemporanea e dell’improvvisazione, Contact Improvisation, arti marziali), descrive la disciplina di origine cinese che FQTS già da diversi anni ha deciso in inserire nel programma facoltativo delle sessioni di formazione a Salerno.

Con la sua attenzione alla percezione di sé, oltre che alla relazione con uno o più partner attraverso giochi non competitivi, la pratica del Tai Chi è perfettamente in linea con l’idea di formazione “a tutto tondo” alla base del modello FQTS e, soprattutto, con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare le relazioni di fiducia tra i partecipanti.

Spiega infatti Francesco Zita, che ogni sera, durante le giornate di Salerno, avvicina i partecipanti di FQTS al Tai Chi: “L’attività mira ad approfondire alcuni aspetti della pratica da soli, quali la presenza, l’ascolto e il radicarsi nel presente, ri-visitati da un'altra prospettiva grazie al valore aggiunto della relazione con l’altro.

I giochi proposti in maniera partecipata portano ad ampliare un senso di solidarietà e ‘intelligenza connettiva’ e si orientano a promuovere l’integrazione, la fiducia e la creatività creando risorse che ci permettono di comprendere i bisogni dell’altro”.

La pratica del Tai Chi si basa essenzialmente su cinque risorse che il corpo ha sempre a disposizione: ascolto delle sensazioni (capacità di intuire, sentire, percepire); gravità (capacità di “radicare il corpo” nei momenti tempestosi della vita, stabilendo una "relazione affidabile" anche con il sentire doloroso); fluidità (intesa come movimento, che ricorda alla mente la straordinaria capacità del corpo di cambiare); respiro (con il quale e si porta l’ambiente esterno all’interno del corpo e l’ambiente interno all’esterno); spazio (nel senso di rallentamento, di percezione "dal di dentro" che permette al corpo di autoregolarsi).

Le lezioni di Francesco Zita a FQTS si concentrano in particolare su:

  1. flessibilità della colonna vertebrale e scioglimento delle tensioni di area lombare, bacino e arti inferiori, torace, addome e arti superiori, collo e testa, oltre ad esercizi specifici per gli occhi. “Dal momento che la visione organizza anche il movimento del corpo”, racconta Francesco, “il miglioramento della relazione tra occhie e colonna vertebrale agevolerà la qualità del movimento e l’acutezza visiva e al tempo stesso avrà inevitabili conseguenze sulla qualità della postura, dell’equilibrio, della respirazione e della capacità di concentrazione”.
  2. economia del movimento: “rallentare è funzionale al portare attenzione a ciò che faccio e che sento, consapevole dello sforzo muscolare superfluo presente nel movimento”.
  3. consapevolezza somatica: un termine, questo, che tenta di descrivere la percezione dell’esperienza interiore, vissuta, di possedere un corpo. Citando il filosofo Merlau-Ponty, "l’abilità più importante che si deve sviluppare somaticamente è la capacità di approfondire la percezione. Il corpo non è solamente una cosa, un potenziale oggetto di studio della scienza, ma è la condizione necessaria dell’esperienza, il corpo costituisce l’apertura percettiva al mondo".

 

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