Archivio newsletter

[ indietro ]

Hai problemi a visualizzare la mail? Visualizzala nel tuo browser.

 

back to top Back to top

Grande partecipazione al primo seminario interregionale di FQTS per l?anno 2014. Costituzione e redistribuzione le parole chiave.

Il primo seminario interregionale del 2014 di FQTS si è concluso a Salerno domenica 23 febbraio; tre giorni densi di dibattiti, sessioni di lavoro, laboratori e spunti di riflessione.
L'evento, che ha segnato la fine dell'annualità 2013 e l'avvio di quella del 2014 del progetto di formazione per i responsabili delle associazioni di terzo settore delle regioni del Sud, ha registrato la presenza di oltre 400 partecipanti.
Uno dei temi al centro dei lavori è stato quello della Costituzione e di un nuovo patto che sancisca, attraverso il principio della ridistribuzione dei beni relazionali, culturali, ambientali, dei diritti e dei doveri, equità di risorse e benessere tra i cittadini.
I promotori dell'iniziativa, ConVol,  CSVnet, Forum nazionale terzo settore e Consulta nazionale del volontariato, hanno sottolineato l'importanza di un patto costituzionale in cui la sovranità popolare non si eserciti esclusivamente con l’espressione del voto ma coinvolga direttamente i cittadini nello sviluppo di un nuovo modello di stato sociale, attraverso fraternità, benessere e lotta alle disuguaglianze.
Di fondamentale importanza è il nuovo ruolo svolto dalle regioni meridionali:  un Sud che si fa modello, un territorio svantaggiato che punta tutto sulle proprie forze per rilanciarsi.
Ma anche un sud che si apre al Mediterraneo, alla ricerca di una prospettiva internazionale sempre più necessaria.
Le parole dell'attivista egiziana Nagwan El Ashwal, che ha portato la sua testimonianza a Salerno, hanno raccontato piazza Tahir e la primavera araba, ricordando che  le battaglie per i diritti, per la dignità e la libertà, sono le stesse in tutto il mondo.
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia sono pronte a ripartire: i laboratori, agorà e seminari  vedranno il coinvolgimento di circa 250 partecipanti in attività regionali e interregionali.

Il racconto della tre giorni di Salerno è disponibile attraverso i seguenti canali:
facebook: https://www.facebook.com/progettoFQTS?fref=ts
twitter: https://twitter.com/progetto_FQTS
youtube: https://www.youtube.com/user/progettoFQTS
storify: http://storify.com/progetto_FQTS
flickr: http://www.flickr.com/photos/FQTS

back to top Back to top

FQTS č un investimento per il futuro del terzo settore e dei cittadini italiani. Nasce anche da qui una nuova comunitā attiva

Il progetto FQTS, la formazione per i quadri del terzo settore meridionale, è una linea di intervento strategica della Fondazione con il Sud, che finanzia il progetto. Il presidente della Fondazione, Carlo Borgomeo, era presente al seminario interregionale di Salerno, ed ha preso parte alla plenaria di sabato 22 febbraio dal titolo “Una visione per l’Italia. Attuare il patto costituzionale”.
Nel suo intervento ha parlato di rappresentanza, rete, comunicazione, come elementi utili per uscire dalla crisi: “Credo che per uscire dalla crisi occorra rivendicare diritti ma anche rimettere in circuito le responsabilità di tutti, singoli, istituzioni, associazioni, aggregazioni, come nel secondo dopoguerra. A quei tempi i cittadini donavano impegno, lavoro, esprimevano in modo concreto il concetto della solidarietà. Per il terzo settore, che è protagonista della cultura del dono, è necessario acquisire una dimensione politica e capire che questo serve alla ricostruzione del paese. I temi della rete e della rappresentanza sono importanti, ma anche e soprattutto, il saper comunicare le cose che si fanno”.
Nell’intervento di Borgomeo c’è stato spazio anche per una citazione di Papa Francesco: “Ho citato un libro di Papa Francesco in cui ha raccolto i suoi discorsi alla classe dirigente argentina quando era cardinale, “Noi come cittadini. Noi come popolo”. La cittadinanza oggi significa costruire percorsi di responsabilità collettiva, non limitarsi alla rivendicazione dei diritti, necessaria ma non sufficiente”.
Come si pone il sud nei confronti della crisi e soprattutto dell’uscita dalla crisi?
“Si sta sviluppando, ma si deve ulteriormente sviluppare, una convinzione, che nel sud si vede bene, che la coesione sociale è una premessa dello sviluppo economico e non il contrario. Lo sviluppo non arriva se non risolviamo prima le questioni dei diritti e della coesione sociale”.
(https://www.youtube.com/watch?v=zM11Nh42gMw, minuto 11.20)

Mauro Giannelli, coordinatore nazionale di progetto per FQTS, alla fine della tre giorni di Salerno ha tracciato durante la diretta streaming di domenica 23 febbraio dal Grand Hotel di Salerno, un bilancio dell’iniziativa.
“Questo percorso di formazione è stato immaginato come un servizio, oltre che un’opportunità, per le reti che partecipano al progetto. Con il seminario interregionale di Salerno abbiamo inaugurato l’annualità che chiude il triennio 2012-2014. Il 2014 sarà tutto incentrato sui temi della Costituzione, la nostra Costituzione che sancisce, attraverso il principio delle redistribuzione dei beni non solo materiali, l’equità nell’accesso alle risorse. Il bilancio di questi tre giorni è positivo: la partecipazione è stata interessante, con oltre 400 persone e relatori di altissimo livello. Ovviamente, tutte le cose sono migliorabili, in particolare per il prossimo seminario penso che dovremmo curare maggiormente l’aspetto delle relazioni tra le persone”.
(https://www.youtube.com/watch?v=A6m-nyw1T1g, minuto 44.30)

back to top Back to top

BES-benessere equo e sostenibile: presentata a Salerno la ricerca sui criteri per misurare la felicitā e lo sviluppo sociale di una popolazione

Nel corso del seminario interregionale di Salerno è stata presentata la ricerca “Il benessere equo e sostenibile dal punto di vista delle persone”: il concetto di benessere infatti non può più essere misurato solamente in termini di sviluppo economico, ma è necessario trovare nuovi strumenti di ricerca che raccontino la felicità di una popolazione e il suo sviluppo sociale.
Roberto Porciello, formatore nazionale del laboratorio di ricerca e curatore della ricerca, ha evidenziato come nelle regioni del sud, negli ultimi anni, si è assistito ad un vero e proprio “terremoto sociale”, dove è difficile determinare gli elementi minimi del benessere, come la possibilità di un lavoro dignitoso e l'opportunità di spendere la propria dignità sociale.
In questo contesto, afferma Porciello, “è necessario che il terzo settore sia un protagonista  indispensabile, perchè si fa carico di riportare al centro del dibattito i  beni relazioniali”.
Un ruolo, quello del terzo settore, che per poter essere efficace fino in fondo, ha bisogno anche della formazione. A questo proposito il professor Giuseppe Cotturri dell'Università di Bari e membro del Comitato scientifico di FQTS, ha sottolineato l'importanza del progetto sia nell'ambito di una crescita culturale e politica dei soggetti del terzo settore meridionale, sia nella  capacità di formulare proposte ed assumere un ruolo importante nell'influenza sull'indirizzo di governo del paese.
Secondo Cotturri, si tratta di un tema che si lega indissolubilmente alla Costituzione: “I soggetti sociali, associandosi, hanno trasformato quello che la Costituzione chiama “gli inderogabili doveri di solidarietà” in pratiche organizzate, diffuse e radicate nel territorio. Se scopriamo di essere attori della politica, non solo al momento del voto, ma quando  prendiamo l'iniziativa di  realizzazione dei diritti, di tutela dei beni comuni, di promozione di forme di rafforzamento dei soggetti più deboli, stiamo attuando la Costituzione”.
Una crescita formativa che passa anche per la comunicazione. Andrea Volterrani dell'Università Tor Vergata di Roma e membro del Comitato scientifico di FQTS, vede nuove prospettive per il futuro della comunicazione sociale: utilizzare  in maniera intelligente tutte le opportunità delle innovazioni tecnologiche, la distribuzione di tutto quello che viene costruito dal mondo del terzo settore e la realizzazione di una comunicazione sociale che non sia più seconda a nessuno ma che sia in grado di conquistare il “mainstream”.

Intervista  a Roberto Porciello: https://www.youtube.com/watch?v=ptCp--yVxJ8 (minuto 32.30)
Intervista  a Giuseppe Cotturri: https://www.youtube.com/watch?v=ptCp--yVxJ8 (minuto 41.55)
Intervista  a Andrea Volterrani: https://www.youtube.com/watch?v=FOE9c1TH-mI (minuto 11.40)

back to top Back to top

Le voci dei rappresentanti delle quattro realtā promotrici di FQTS: Forum nazionale del terzo settore, CSVnet, ConVol e Consulta nazionale del volontariato.

Emma Cavallaro, presidente della Conferenza permanente delle associazioni, reti e federazioni di volontariato – ConVol, ha ribadito quanto sia importante  raccontare il sociale per cambiare il Paese, poiché significa far crescere dal basso una cultura del sociale che cambi la vita, in modo da far uscire il sociale dal privato e farlo entrare davvero nella vita di tutti. Difatti, il sociale deve produrre una cultura di cambiamento. Sulla Costituzione, invece, Cavallaro riscontra che nelle scuole dovrebbe essere insegnata, fatta conoscere, e poi invitare i giovani a capire che cos’è il valore della Costituzione ed invitarli a praticarla. Mentre si sente troppo parlare di trasformazione e riforme costituzionali: ma è il caso di trasformare qualcosa che non si è ancora attuato?

Stefano Tabò, presidente del Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato - CSVnet, è intervenuto ai microfoni del Giornale Radio Sociale a Salerno, evidenziando che il primo dato positivo è proprio l’esistenza dei Centri di servizio che già per loro natura, per loro costituzione, esprimono una rete di organizzazioni di volontariato che non solo sono riuscite, in qualche modo, ad unirsi rispetto all’obiettivo fondamentale della promozione del volontariato nel suo insieme, ma lo hanno fatto con convincimento, con metodi e con regole. Regole che sono importanti e non sono state una mediazione al ribasso, ma una modalità innovativa di assumersi in maniera collettiva delle responsabilità in vista del bene comune. Questa la chiave di lettura, non solo di un’esperienza, ma di una potenzialità. Perché i Centri di servizio siano sempre più agenti portatori di una visione e di una facilitazione delle relazioni dentro e fuori il terzo settore, una risorsa a disposizione non solo del volontariato, non solo del terzo settore, ma della società tutta.

Enzo Costa, coordinatore della consulta del volontariato del Forum nazionale del terzo settore, ha ribadito come il terzo settore deve rivendicare il ruolo di parte sociale, nel senso di controparte del sistema politico, nella elaborazione di tutte le politiche che riguardano i beni comuni. “Il terzo settore – afferma Costa - deve aggregare tutto quel mondo che non è mercato, non è impresa, che opera quotidianamente in Italia e lo fa, molto spesso, attraverso il duplice principio del dono e della gratuità. Per fare questo, deve dare vita a momenti di formazione, proprio come quello di Salerno, deve incentivare lo sviluppo delle reti e il fatto che tante piccole associazioni si mettano assieme per diventare un sistema. Siccome questa crisi non è solo economica, ma è una crisi di sistema, il terzo settore ha molto da dire e molto da insegnare per uscire da questa fase. Se noi possiamo godere di certi diritti universali, conquistati dalle generazioni precedenti, dobbiamo molto ai nostri padri, al primo movimento dei lavoratori che è stato il primo ad attuare proprio i principi della Costituzione. Certo, oggi non si può parlare solo di un movimento dei lavoratori, oggi bisogna costruire un movimento dei cittadini, dobbiamo ripensare anche i luoghi dove nascono i movimenti, dobbiamo privilegiare il territorio, che è il luogo dove vivono le persone e i bisogni, solo così ridaremo senso ad una Costituzione che è ancora molto attuale, ma  ancora molto da essere attuata”.

Il portavoce del Forum nazionale del terzo settore, Pietro Barbieri, intervenendo ai microfoni del Giornale Radio Sociale, ha dichiarato che il terzo settore è uno strano agglomerato di associazionismo, di volontariato, di cooperazione sociale, cooperazione internazionale, di sportivi, che hanno la necessità di creare legami tra di loro. Questo il nocciolo duro dell’esperienza di FQTS. Cosa significa questo? “Significa che si condividano conoscenze ed esperienze affinchè i legami del terzo settore siano più solidi e non solo legati da un’identità di utilità sociale non lucrativa – risponde Barbieri - In questo paese si è sviluppata una delle esperienze più incredibili e straordinarie dell’impegno civico dei cittadini che si trova nel terzo settore, ed è una di quelle pratiche che noi dovremmo esportare e che non siamo in grado di fare. Dovremmo capire che siamo centrali nelle politiche di diverse macroregioni, dall’Europa al Mediterraneo, è un passaggio inevitabile. Tra l’altro, ci viene richiesto da più parti di essere protagonisti proprio nell’esportazione della cultura della partecipazione democratica, e quindi della esperienza sussidiaria che abbiamo creato in questo Paese”.
Sul governo Renzi, Barbieri evidenzia come si sia assunto una grande sfida, quella di cogliere ed uscire dal quadro emergenziale in cui siamo e trovare una sintesi utile al Paese, non utile ai partiti per la loro campagna elettorale. E da questo punto di vista la compagine di governo ha anche delle novità interessanti per il terzo settore. Ad esempio che lo stesso primo ministro abbia detto con estrema chiarezza che il terzo settore è centrale nelle politiche del paese.

Intervista a Emma Cavallaro: https://www.youtube.com/watch?v=FOE9c1TH-mI, min. 50.20
Intervista a Stefano Tabò: https://www.youtube.com/watch?v=FOE9c1TH-mI, min. 27.20
Intervista a Enzo Costa: https://www.youtube.com/watch?v=DGrWYa9hQkk, min. 14.55
Intervista a Pietro Barbieri: https://www.youtube.com/watch?v=DGrWYa9hQkk, min. 22.18

back to top Back to top

Dal patto costituzionale alla responsabilitā dei cittadini, quali strade percorribili e quali giā intraprese?

Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro e delle politiche sociali ha ricordato in questa occasione  il ruolo svolto dall’introduzione di un nuovo indicatore, il BES-Benessere equo e sostenibile, ai fini di una valutazione non economica del fenomeno delle nuove povertà: c’è bisogno, infatti, di uno sviluppo economico socialmente sostenibile verso i soggetti più deboli, in forte aumento. Ma all’ex ministro resta il rammarico di non aver avuto il tempo sufficiente per attuare misure strategiche per gli esodati, per le famiglie in difficoltà per i giovani senza lavoro, ma anche la soddisfazione di aver predisposto, e lasciato al nuovo Governo, il piano “Garanzia giovani”, che favorisce l’inserimento lavorativo per i giovani neo-diplomati, oltre agli 800milioni di euro da investire nella lotta contro la povertà. 

Altro ospite di rilievo all’incontro di FQTS Stefano Trasatti, direttore di Redattore sociale, che ha sottolineato come i problemi siano diversi, tra questi la mancanza di consapevolezza dell’importanza della comunicazione, problema annoso che ancora non si riesce a scalfire, cioè si fanno molte cose, ma la comunicazione è ancora considerata una delle cose che non vale la pena fare, o vale la pena fare per ultimo.
Trasatti si è incentrato su un aspetto ritenuto molto forte, il linguaggio: c’è un lessico che il terzo settore usa al suo interno che al di fuori è del tutto incomprensibile. “Comunque, nell’ultimo decennio - conclude Trasatti - il linguaggio è cambiato, in certi casi è molto peggiorato, anche se non si può generalizzare perché c’è chi ha fatto dei passi avanti enormi, mentre su come la grande comunicazione parla di temi sociali, ci sono luci ed ombre. C’è stato un grande miglioramento nell’uso di parole adeguate, non offensive, più precise, quindi non superficiali: che quest’uso tenga conto anche di che cosa c’è dietro le parole, dati, situazioni, fenomeni, è un dibattito che per certi temi,come l’immigrazione, la disabilità, l’orientamento sessuale è entrato ed ha generato indubbiamente dei frutti nella qualità della comunicazione. In questo contesto positivo, di miglioramento, però, c’è ancora un deserto da percorrere. Per questo è sempre più urgente che la comunicazione diventi centrale, che si impari a parlare, a farsi capire, e non ci si rinchiuda, perché, a volte il non farsi capire è anche un meccanismo di difesa, ed un modo per nascondersi, anche nella consapevolezza che a volte c’è veramente poco da dire”.

Giuseppe Solera è l’autore del libro ”Riscatto Mediterraneo”, un libro che parte dalla primavera araba, di cui Solera è stato diretto osservatore e partecipe, e attraversa il movimento degli indignati, interrogandosi sul perché il Mediterraneo sia diventato un fulcro del riscatto cittadino contro capitalismo selvaggio, de-democratizzazione e banalizzazione culturale.
Solera sintetizza quattro elementi che emergono dal testo: il principio della non violenza, non intesa come sottomissione, ma forma di energia positiva nella lotta e nella rivendicazione, che richiede una presenza ed un’azione continue, quindi la non violenza come energia e non come passività; il linguaggio, che deve essere semplice, immediato, diretto, condivisibile anche da persone di bassa cultura, come, appunto, l’idea di  pane, giustizia sociale e libertà; il numero di persone, si può iniziare in pochi ma poi bisogna essere in tanti, e la gente poi si coinvolge, anche per spirito di amicizia, per solidarietà interpersonale, magari i primi a cominciare sono i giovani, più coraggiosi a sfidare anche la morte.
E, in ultimo, Solera sottolinea un elemento non meno importante: la creatività, una parola ostica, talvolta politicamente scorretta, riferendosi proprio a quei giovani che hanno dimostrato che tra dignità e resistenza non vi è contrapposizione, anzi vi è complementarietà, perché le sfide, le disparità socio economiche, i grandi flussi migratori, la decomposizione dello stato sociale, la perdita di credibilità delle istituzioni, la pace e la guerra, il cambio climatico, richiedono una capacità di mobilitazione collettiva straordinaria, è una sfida proprio per la sopravvivenza della specie. Di qui, conclude Solera, la necessità di fare rete, maturare una coscienza, consapevolezza che i cittadini sono chiamati a giocare un ruolo attivo al pari delle istituzioni.

Intervista a Enrico Giovannini: https://www.youtube.com/watch?v=i_XZ1G0AW9Y, min. 5.38
Intervista a Stefano Trasatti: https://www.youtube.com/watch?v=i_XZ1G0AW9Y, min. 34.30

back to top Back to top

back to top Back to top

Stefano Porcu, coordinatore FQTS Sardegna, traccia un bilancio delle attivitā effettuate e presenta la terza annualitā del percorso di formazione

Psicologo, psicoterapeuta, formatore. Coordinatore regionale FQTS -Formazione quadri del Terzo Settore. Si occupa del tema della prevenzione del disagio e la promozione del benessere psicosociale, ha pubblicato contributi scientifici nazionali e internazionali di natura psicologica. Dal 2004 svolge attività di progettazione, coordinamento di percorsi formativi e di docenza nell'area della gestione delle risorse umane. Dal 2006 collabora con organizzazioni del Terzo Settore
in attività di sostegno, counseling, progettazione e realizzazione di interventi formativi rivolti a professionisti del sociale e interventi psico-socio-educativi rivolti alle fasce deboli e svantaggiate.

Inizieranno il 29 marzo i laboratori della terza annualità del progetto. Ci puoi elencare i principali risultati raggiunti in questi due anni?

I principali risultati raggiunti, dal nostro punto di vista, riguardano sia aspetti di contenuto sia aspetti di relazione. I partecipanti delle precedenti annualità hanno appreso e sviluppato delle capacità e delle competenze tecniche, relative al proprio laboratorio di appartenenza. Tali competenze riguardano quindi, in generale, il saper comunicare progetti e iniziative, il saper fare ricerca nel terzo settore e il saper progettare in modo partecipato. I partecipanti di ogni laboratorio hanno quindi avuto l'opportunità di apprendere e applicare i contenuti proposti attraverso le esperienze pratiche e laboratoriali. Il secondo risultato raggiunto, di natura relazionale, riguarda la rete FQTS. Pilotaggio, staff, partecipanti e organizzazioni di appartenenza sono andati a formare una vera e propria comunità, attiva anche al di fuori del percorso formativo, come è dimostrato dalla pagina Facebook FQTS sardegna.

L'elevato numero delle domande dei dirigenti del terzo settore per accedere al percorso formativo dimostra l'interesse e il successo raggiunto in questi anni. Puoi descriverci le caratteristiche dei partecipanti fino ad oggi?

Effettivamente le domande di candidatura al percorso FQTS Sardegna sono sempre numerose. Il gruppo di pilotaggio valuta ogni anno il curriculum, la lettera motivazionale e l'organizzazione di provenienza di ogni candidato per la selezione dei 24 partecipanti annuali. Tale selezione garantisce sempre un buon bilanciamento tra uomini e donne, diversità dei territori, diversità della natura delle organizzazioni. Si può dire che le tre anime del terzo settore, associazionismo di promozione sociale, volontariato e cooperazione, sono ben rappresentare. Inoltre sono sempre presenti alcuni partecipanti che provengono da ong.

Ci puoi svelare delle anteprime sui relatori e sui temi che verranno affrontati durante le agorà?

I contenuti dei seminari e delle agorá graviteranno intorno al tema della "redistribuzione", in linea con le indicazioni nazionali del progetto. Posso anticipare che i relatori coinvolti tratteranno il tema da diversi punti di vista, partendo dall'economia per arrivare alla psicologia.

Dove si svolgeranno i laboratori e i seminari residenziali? Come mai la scelta è ricaduta su questi luoghi?

Anche quest'anno i laboratori si svolgeranno in provincia di Oristano, zona centrale dell'isola, per facilitare la partecipazione e agevolare gli spostamenti, in quanto i partecipanti provengono da diversi territori della Sardegna. (Maria Giovanna Dessì, comunicazione FQTS Sardegna)

back to top Back to top

Calendario

FQTS staff Basilicata e Puglia
Matera, mercoledì 26 marzo dalle 15:30 alle 19:30

I° Seminario regionale FQTS Campania
Vico Equense (Na), venerdì 28 e sabato 29 marzo


Laboratori formazione annuale Puglia sabato 29 marzo dalle 9 alle 18

Laboratorio Formazione Annuale Sardegna sabato 29 marzo dalle 9 alle 18

back to top Back to top

SAVE THE DATE

Mercoledì 16 aprile, a Roma, presentazione dei prodotti del Laboratorio di Ricerc-Azione FQTS 2013 sui BES - Indicatori di benessere equo e sostenibile. Presso Acri (via del Corso, 262).

back to top Back to top

26/03/2014

Content e graphic design studio idea comunicazione studio idea comunicazione Sviluppo PanPot