Archivio newsletter

[ indietro ]

Hai problemi a visualizzare la mail? Visualizzala nel tuo browser.

 

back to top Back to top

?Un ringraziamento speciale per la strada percorsa fino a qui?. Intervista a Mauro Giannelli, Coordinatore Nazionale FQTS

“Siamo ormai arrivati alla metà del percorso di formazione che avrà come punto nevralgico il prossimo seminario interregionale  di Milano il 26, 27 e 28 settembre.
In questo periodo molte delle attività didattiche, formative, e di partecipazione sono state realizzate in tutte le regioni del progetto.
Grande interesse da parte dei partecipanti ma anche da coloro che, appartenenti alla pubblica amministrazione, o al privato profit, hanno condiviso percorsi comuni di comprensione e reciproca conoscenza.
I laboratori tematici stanno lavorando per i nuovi prodotti, ma dobbiamo segnalare con orgoglio che alcuni di quelli realizzati per l’annualità precedente sono venuti  alla ribalta della cronaca, ad esempio per quanto concerne il prestigioso premio del Festival Cinematografico Internazionale “Deauville Green Award Festival” attribuito al video della Sicilia “Storie dell’altra moda – la sartoria sociale a Palermo”.
Tutti gli altri video e tutti gli altri prodotti avrebbero certamente diritto ad uguali riconoscimenti per la passione, la bravura e il lavoro che tutti hanno messo nel realizzarli.
Quindi un ringraziamento speciale ai nostri corsisti, ai nostri formatori regionali e nazionali, alla struttura di governo del  progetto  e in particolar modo alla Fondazione Con il Sud che proseguendo in una linea di fiducia continua a finanziare le nostre attività formative”.

Il Coordinatore Nazionale FQTS Mauro Giannelli

back to top Back to top

Il video del Laboratorio di Comunicazione Sociale della Sicilia vince un riconoscimento internazionale al Deauville Green Award Festival

Dal progetto di Formazione dei quadri del Terzo Settore meridionale, il racconto di un’esperienza di nuova economia e nuova società vince un riconoscimento internazionale al Deauville Green Award Festival, rassegna cinematografica sui temi ambientali, nella sezione “corporate sponsorship & humanitarian help”.
La storia protagonista di questo nuovo modello di economia e di socialità è al centro del documentario “Storie dell'altra moda - la sartoria sociale a Palermo”, uno dei sei video prodotti dal Laboratorio di Comunicazione Sociale, nell’ambito di FQTS 2013. I video, uno per ciascuna regione del Sud Italia, di taglio documentario-giornalistico, rappresentano storie reali di buone prassi del terzo settore o della cittadinanza attiva, ambientate nei sei territori.
Il video documenta il progetto della sartoria sociale palermitana “Al Reves”, che attraverso un percorso ‘alla rovescia’, che parte dall’idea dell’inversione di tendenza e dal punto di vista diverso, promuove il cambiamento. I suoi lavoratori, che la società considera ‘scarti’, diventano protagonisti talentuosi di nuove idee, nuova socialità e nuova economia perché dagli scarti di tessuto fanno nascere nuovi vestiti, più belli e più ‘giusti’.
La vittoria del video prodotto dal laboratorio FQTS siciliano rappresenta un ottimo risultato, tanto più perché giunge da un Festival internazionale dedicato a un tema sociale, ma non alla comunicazione sociale in senso stretto, rispondendo così all’obiettivo che il Laboratorio di Comunicazione si era prefissato: non formare tecnici della comunicazione, ma sperimentare nuovi modi di presentare il non profit e le tematiche di ambito sociale, per sensibilizzare e promuovere temi legati ai diritti umani, alla socialità, all’impegno e alle discriminazioni, per diffondere i valori e la cultura della solidarietà, e soprattutto per far comprendere il ruolo e le potenzialità della comunicazione sociale come motore di mutamento sociale.

SCHEDA “STORIE DELL'ALTRA MODA - LA SARTORIA SOCIALE A PALERMO”
Autore: Laboratorio Comunicazione Sicilia 2013 - Progetto FQTS
Durata: 7'50''
Soggetto promotore: Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta nazionale del Volontariato presso il Forum,ConVol, CSVnet.
Link: https://www.youtube.com/watch?v=PFkMZ8ZN4GE

back to top Back to top

Fqts Sardegna: dalla redistribuzione del reddito ai fondi strutturali europei

A cura di Maria Giovanna Dessì (Fqts Sardegna)

Dalla redistribuzione del reddito al miglior utilizzo dei fondi strutturali europei: si è svolta ad Arborea il 21 e 22 giugno 2014 la due giorni del laboratorio Fqts Sardegna, cui hanno dato il loro contributo con ampie e approfondite relazioni Daniele Ferrocino, Renato Briganti e Don Gaetano Galia.

L'appuntamento è sempre ad Arborea, presso la struttura “Stella di mare”, con l’inizio dei lavori  sabato mattina con il seminario sui fondi strutturali, tenuto da Daniele Ferrocino, con la partecipazione di Renato Briganti.
Il tema dei Fondi Strutturali sta riscuotendo notevole interesse da parte di tutti i partecipanti e i primi risultati iniziano a farsi sentire. Richieste di approfondimenti e di informazioni in Regione sulla prossima programmazione e partecipazione attiva ai dibatti pubblici che si sono svolti recentemente nell'Isola.
Tutti concordano nella necessità che il Terzo Settore si presenti unito di fronte alla nuove opportunità offerte dall'Europa e sull'importanza delle azioni di advocacy per far passare i temi legati al sociale e riuscire ad entrare nell'agenda della politica.

Il pomeriggio si prosegue con il seminario tenuto da Don Gaetano Galia, direttore della Caritas di diocesana di Sassari e cappellano del Carcere di San Sebastiano.
Don Gaetano, partendo dalle sue esperienze personali, racconta ai presenti con vari esempi il senso di giustizia che sottende al concetto di redistribuzione evidenziando quanto si possa fare nella quotidianità, sia come cittadini che come operatori del terzo settore per dare il proprio contributo al superamento delle situazioni di disuguaglianza.
Secondo Don Galia la prevenzione e l'educazione devono andare parallelamente per permettere ai giovani di costruirsi il loro futuro. Futuro che deve essere costruito anche favorendo il ricambio generazionale all'interno delle organizzazioni.
Far sì che i giovani si sentano protagonisti all'interno del terzo settore è fondamentale per far si che emergano nuove esigenze e bisogni e per proiettare nel futuro le organizzazioni.

La redistribuzione, secondo don Galia, è un concetto difficile da applicare, forme di ingiustizia vengono percepite ovunque partendo dalla  famiglia per arrivare alle organizzazioni e alle istituzioni pubbliche.
Vecchie e nuove forme di povertà inoltre si uniscono a una perdita del senso di solidarietà e umanità. Afferma Don Galia: Servizi che prima venivano portati avanti dalle famiglie sono ora delegati ai servizi sociali dell'amministrazione pubblica, pensiamo solo alla cura degli anziani o all'assistenza dei disabili.
Bisogna lottare -prosegue Don Galia- per far si che l'istruzione sia accessibile a tutti, soprattutto a coloro che non hanno risorse proprie, perchè solo con la formazione e l'empowerment possiamo pensare di redistribuire risorse e di rendere la nostra società meno disuguale.
Dopo l'intervento di Don Galia i partecipanti hanno lavorato in micro-gruppi sui temi discussi dal relatore e hanno inseguito esposto i loro lavori.
La mattinata di domenica è stata invece dedicata al lavoro dei 3 laboratori.
Il prossimo incontro in Sardegna è previsto per il 12 luglio.

back to top Back to top

Storie di strada e partecipazione: i seminari e i laboratori di Fqts Sardegna

Nell'isola felice, tra temi quali  redistribuzione e dignità, si sono svolti il 24 e 25 maggio 2014 i seminari e laboratori di Fqts Sardegna su “Storie di strada e partecipazione” e sulla “comunicazione”, sempre nella splendida cornice di arborea.

Con il golfo di Oristano sullo sfondo, la mattina di sabato 24 maggio Andrea Morniroli, presidente della cooperativa Dedalus di Napoli, ha inaugurato il primo seminario parlando della sua ventennale esperienza accanto alle persone più vulnerabili di Napoli e del suo hinterland. Storie di strada che hanno fatto riflettere i circa 50 presenti (tra laboratori, formazione continua e pilotaggio) su quanto sia importante non disincentivare il sostegno agli ultimi perchè da questo deriva salute e benessere per tutta la società.

Il pomeriggio è stato dedicato ai tre laboratori di Ricerca, Partecipazione e Comunicazione, dove i 24 partecipanti si sono confrontati, tra teoria e pratica nelle rispettive discipline.

Alla fine dei laboratori alcuni volontari, la formatrice e il partecipante del 2013 Gianluca Ardu, hanno effettuato una trasferta di 70 chilometri fino al paese di Ottana, dove hanno presentato il video S'Ammentarzu, prodotto finale del LabCom 2013, nell'ambito della manifestazione organizzata dal comune “Maggio dei Libri”. L'occasione è stata utile per presentare tutto il progetto FQTS ed i risultati concreti ottenuti dai tre laboratori.

Domenica mattina, dopo i saluti di Adonella Mellino, il coordinatore Stefano Porcu ha introdotto l'intervento di Daniele Ferrocino, un esperto di fondi europei che da anni collabora col Forum del Terzo Settore. Ferrocino ha affrontato lo spinoso argomento dei fondi strutturali con la chiarezza e precisione che solo un vero esperto poteva offrire ad un uditorio esigente come quello di FQTS. A conclusione del seminario il rappresentante del Forum Gianpiero Farru ha fatto il punto sui prossimi importanti appuntamenti in cui il Terzo Settore si confronterà con la Regione proprio nell'ambito della progettazione relativa ai fondi europei.

Si è così concluso un ricco fine settimana all'insegna della conoscenza reciproca, dello scambio di esperienze e della condivisione di nuove pratiche e saperi legati al tema della redistribuzione delle risorse e della dignità.

I partecipanti raccontano

Cosa porti a casa da questa due giorni?

Un bellissimo confronto di idee. Primi passi per la creazione di una rete al fine di per elaborare insieme progetti e interventi nel territorio.
Paolo Erasmo, APS “Agriculture”
Laboratorio di ricerca-azione

Un nuovo sguardo sul mondo degli emarginati sociali e su tutti coloro ai quali non viene data un'opportunità e riconosciuta la dignità.
Sara Casu, Piccoli Progetti Possibili
Laboratorio di comunicazione sociale

Un'idea sempre più precisa sul significato di partecipazione grazie all'apporto della formatrice e di tutto il gruppo. Molto interessanti le pratiche partecipative espresse dai partecipanti. Il seminario sui fondi strutturali è stato molto interessante e mi ha dato molti spunti di riflessione.
Lara Schirru, Casa Emmaus Iglesias
Laboratorio di partecipazione

A che punto siamo?
I laboratori in 3 righe


I partecipanti del laboratorio hanno iniziato le interviste semistrutturate ai testioni privilegiati appartenenti ad associazioni di categoria del mondo profit e non profit della regione Sardegna. Sono state realizzate  e analizzate 3 interviste.
Damiana Culeddu Formatrice laboratorio Ricerca-Azione

Il gruppo ha condiviso le pratiche individuate nel territorio evidenziando gli elementi di partecipazione riconducibili agli articoli della Costituzione. Si è lavorato inoltre all'individuazione di alcune parole chiave per il vocabolario della partecipazione.
Stefania Cuccu Formatrice laboratorio Partecipazione

Il gruppo, dopo aver condiviso la storia, ha predisposto le domande per le interviste ai protagonisti, capovolgendo l'immaginario comune rispetto ad alcune categorie svantaggiate e portando alla luce temi e racconti in una nuova prospettiva sociale.
Maria Giovanna Dessì
Formatrice laboratorio di Comunicazione sociale

back to top Back to top

back to top Back to top

Scoprire i luoghi del terzo settore e raccontare la Carta Costituzionale: gli appuntamenti di Fqts Basilicata

A cura di Lorenza Tosi (FQTS Basilicata)

Il 9 e il 10 maggio scorso, Fqts Basilicata ha aperto il suo appuntamento residenziale con due seminari: il seminario legato ai fondi strutturali europei – primo dei tre seminari organizzati a livello nazionale da Fqts - e il seminario formativo del laboratorio di partecipazione “La partecipazione dei cittadini nella gestione dei beni comuni”, con la presenza di Paolo Cacciari.
A questi ha fatto seguito  il terzo incontro dei laboratori di ricerca-intervento, “comunicazione sociale e partecipazione”.
Scoprire i luoghi del terzo settore e raccontare la Carta Costituzionale.

I laboratori sono stati ospitati nell’Albergo “Il Tetto”, struttura situata nel cuore della città di Melfi, adiacente la Basilica cattedrale, la cui gestione è affidata alla Cooperativa turistica Giubileo 2000, nata nell’ambito del progetto Policoro, promosso dalla Chiesa italiana, con l’obiettivo di promuovere il territorio del Vulture-Melfese.
La struttura, che ospitava l’ex seminario diocesano, è divenuta scuola di avviamento professionale e subito dopo sede della scuola media inferiore. La sua funzione educativa si riconosce avendo all’interno le sale dell’amicizia e dell’incontro, spazi in sintonia con il progetto FQTS in cui si promuove la formazione e l’incontro tra soggetti attivi e partecipativi.
I circa 24 partecipanti presenti, hanno potuto vivere questi ampi spazi, apprezzando l’accoglienza e la cura che hanno dato valore aggiunto alle attività laboratoriali. 
Partendo dal tema che accomuna i tre laboratori, ossia la riflessione e l’analisi sulla carta costituzionale italiana, ciascun laboratorio ha trovato il suo luogo per procedere con il proprio momento formativo specifico.

Il laboratorio di Comunicazione Sociale, attraverso l’analisi dell’articolo 3 si è focalizzato sulla parola Dignità, parola-chiave che sarà la cornice entro la quale costruire il prodotto finale. Nella costruzione di storie, attività introduttiva ai laboratori di comunicazione, i partecipanti hanno elaborato un testo in cui emergesse il ruolo del Terzo Settore come soggetto che contribuisce a rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana e la partecipazione politica, economica e sociale.
L’ascolto, l’analisi e la discussione hanno fatto emergere l’importanza del  Terzo Settore come soggetto che è capace di leggere, attraverso le sue attività, i bisogni delle fasce più deboli e che si adopera per attuare soluzioni, soprattutto, quelle dell’inserimento lavorativo per i soggetti svantaggiati. In chiusura è emerso che il laboratorio di FQTS rappresenta un piccolo, ma primo passo per dare esempio alle Istituzioni che esiste una forza propulsiva atta a promuovere un cambiamento culturale, legato prima di tutto alla promozione del principio di eguaglianza.

Il laboratorio di Partecipazione, a partire dai contributi sui BENI COMUNI emersi nell’ambito del seminario del giorno precedente, ne ha  tracciato  l’intero percorso, dalla definizione e identificazione  fino alla presa in cura del bene da parte della collettività.  Con i partecipanti si è ripreso il concetto di bene comune come ciò che una comunità, un gruppo sociale, una popolazione individua come essenziale, indispensabile e insostituibile per la dignità del proprio vivere.

L’idea dei beni comuni ha la forza di produrre azioni. Una nuova generazione di conflitti sociali ha infatti preso avvio nel nome dei beni comuni: l’acqua e la cultura,  il clima, il lavoro e  il territorio.
La partecipazione viene presentata  come il  necessario e indispensabile presupposto per l’affermazione e lo sviluppo di una teoria giuridica dei beni comuni.
Successivamente i partecipanti e le partecipanti hanno concentrato il loro  lavoro nell’identificare i principi e i valori corrispondenti ai primi 12 articoli della Costituzione e nel tracciare le responsabilità di chi deve rendere effettivi questi principi (responsabilità dei processi di partecipazione).
Volendo attribuire alla Costituzione una forza e una valenza dinamica, è  stato possibile sostenere che il fondamento giuridico della nozione di bene comune, anche se non esplicito, possa individuarsi proprio in essa. Infatti, dalla proposta di modifica del Codice civile elaborata dalla Commissione Rodotà , la categoria giuridica di bene comune  sarebbe il frutto di una lettura sistematica di articoli collocati nella sua prima parte, cioè in quella parte caratterizzante la forma di Stato. Si pensi alla solidarietà (art. 2), all’eguaglianza (art. 3), ma anche alle ipotesi di gestione pubblica partecipata dei servizi pubblici essenziali (art. 43), ovvero alla fruizione da parte della collettività di beni comuni intesi come beni appartenenti a tutti in quanto, a loro volta, essenziali al soddisfacimento dei diritti fondamentali.
Il laboratorio  si è concluso con la mappatura delle  situazioni di partecipazione  in Basilicata, storiche e ancora attive (biomasse Tito scalo, scorie radioattive Scanzano Jonico, pozzi petroliferi-area Viggiano, La Fenice di Melfi etc..)  con la successiva identificazione  e condivisione di una griglia di analisi delle istanze partecipative.

Il laboratorio di Ricerca - Intervento ha scelto l'ambito di intervento della ricerca. Si è deciso di integrare il tema del rapporto profit e non profit integrandole con quell'esperienze imprenditoriali dove si possono rintracciare delle testimonianze di beni comuni-comunanze che giocano un ruolo determinante nell'implementazione di circoli virtuosi di economia sociale e di benessere (ad esempio apicoltori, i fornai che si scambiano il lievito madre, il gruppo di Lucanapa, ecc.). I beni comuni, come ha espresso chiaramente Paolo Cacciari che è intervenuto nel seminario di partecipazione, sono essenziali per la riscoperta di nuove forme di socialità, di scambio e allocazione di beni e servizi. La regione Basilicata ha un tessuto sociale, culturale ed economico profondamente rurale, pertanto è legittimo ipotizzare che ha conservato consuetudini, tradizioni, forme culturali,  "relitti preistorici"  di comunanza, interconnessioni tra economia e società che andrebbero individuate ed analizzare per comprenderne la portata. Il laboratorio ha deciso pertanto di integrare il tema dei beni comuni nel tema di ricerca (rapporto profit e non profit).
Unire il momento formativo con quello esperienziale, diventa uno degli obiettivi che l’organizzazione di FQTS Basilicata si è proposto di seguire anche in questa annualità. I partecipanti hanno la possibilità di conoscere come opera il TS sul proprio territorio e di conseguenza, di innescare quelle famosi reti che consentono di ampliare i campi di azione che ognuno di loro rappresenta.
I laboratori si riuniranno il 13 e il 14 giugno 2014, nuovamente con formula residenziale, a Sasso di Castalda nel Palazzo De Luca. Inoltre, l’incontro prevedrà il secondo appuntamento sui fondi strutturali e il seminario di comunicazione sociale.

back to top Back to top

Bene Comune, tanti ne parlano, pochi lo conoscono. A confronto con Paolo Cacciari

A cura di di Giuseppe Melillo – partecipante Laboratorio di Ricerca Intervento FQTS Basilicata)

Ascoltare Paolo Cacciari, uno dei massimi esperti italiani sul tema, diventa un confronto con la propria quotidianità in cui convivono  aspetti e comportamenti che si intersecano inconsapevolmente in quel repertorio di pratiche che è il “Bene Comune” (common).
Tutto è Bene Comune, almeno a sentire le affermazioni e a leggere articoli apparsi negli ultimi tempi. Ma il bene comune dove inizia e come si può individuare?
Paolo Cacciari definisce subito cosa non è il Bene Comune e poi passa a presentare chiaramente alcune definizioni disciplinari; non  è una categoria merceologica e prima di essere  “cose” è un insieme di pratiche comuni che non risponde a  logiche proprietaristiche pubbliche o private con diritto (di proprietà) esclusivo e giuridicamente protetto. 
Per gli economisti il bene comune (common) è una risorsa condivisa che dovrebbe essere gestita dalla comunità di riferimento, per i giuristi (soprattutto in Italia) il bene comune è invece un diritto universale. 
ll giurista Stefano Rodotà, che tra i primi ha introdotto la questione dei beni comuni in Italia avverte che “se la categoria dei beni comuni rimane nebulosa, e in essa si include tutto e il contrario di tutto,…. allora può ben accadere che si perda la capacità di individuare proprio le situazioni nelle quali la qualità “comune” di un bene può sprigionare tutta la sua forza” e indica che “l’ accento non è più posto sul soggetto proprietario, ma sulla funzione che un bene deve svolgere nella società. … I beni comuni sono a titolarità diffusa, appartengono a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono poter accedere ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive”.  In questa dibattito si è inserito il referendum sull’acqua che in Italia ha evitato la privatizzazione di un bene riconosciuto come diritto universale.

Individuare precisamente un “ bene comune” non è semplicemente una pratica dialettica ma ha forti risvolti politici, sociali ed economici. Significa evitare che beni essenziali alla comunità e alla vita entrino nel gioco del mercato economico-finanziario dell’uso esclusivo. I beni comuni sono tutte quelle risorse che una comunità decide di gestire collettivamente.  Il Bene Comune, infatti, esula dalla “Res pubblica” o dalla “Res privata” e rientra tra le  “Res communes omnium” o “Res nullius”,  quei tipi di beni che appartengono a tutti e perciò di nessuno,quei beni collettivi a disposizione di una comunità . Beni tendenzialmente non rivali , che possono essere fruiti da più persone o da comunità di utenti ne sono esempi la luce, l'aria, l'acqua, il calore, nonché le energie insite in questi elementi naturali e che l'uomo è in grado di sfruttare (ad es., il vento, l'energia solare, etc.) o da comunità di produttori nel caso delle scienze, di Internet, di software open source,di Wikipedia, dell’informazione, ecc. )
Lo sviluppo di teorie e pratiche liberiste hanno reso esclusivo e non di libero accesso molti di questi beni, sottraendoli alla mutualità delle comunità e trasformandoli in risorse da ottimizzare e capitalizzare.
Forse il più grande esempio di come un Bene Comune possa essere oggetto di speculazione finanziaria è il Protocollo di Kyoto. La filosofia di fondo cha ha portato alla nascita del pensiero sulla  green economy viene distorta e piuttosto che investimenti  per l’ambiente si è prodotta una economia finanziaria  dall’ambiente. Il protocollo di Kyoto  diventa un atto di privatizzazione dell’aria. Ogni nazione aderente al trattato, infatti,  ha dei limiti imposti di emissione di gas  inquinanti CO2 che se superati si possono compensare acquistando dei permessi di emissione ( un permesso a continuare ad inquinare) attraverso  un sistema di compravendita che permette  l'acquisizione di crediti di emissione (CER),  valutati e quotati i in borsa.
Elinor Ostrom, la prima donna a vincere un nobel per l’ economia, ha trattato temi sui beni collettivi dimostrando che la gestione condivisa dei beni comuni risulta condotta meglio e in maniera più sostenibile e accessibile,  ribaltando così le teorie a indirizzo liberiste che per gestire al meglio i beni comuni occorre privatizzarli o statalizzarli.

Un’economia del Noi, quindi, che passa attraverso l’individuazione di una necessità condivisa di una comunità e che si basa sui principi di  preservazione, equità, reciprocità e non di accentramento o concentramento.
La presa d’atto che i beni comuni siano accessibili e non esclusivi si trasforma in un processo di civilizzazione che rigenera un tessuto sociale, che origina energie positive e che si sviluppa nella comunanza. Processo, la comunanza, che include il bene comune, la comunità, e le regole di gestione  a differenza dell’approccio economico che tende  a dividere questi aspetti non cogliendo l’interdipendenza degli elementi.
C’è bisogno di un’energia sociale, attualmente individuabile solo nel Terzo Settore che salvaguardi e  tuteli lo sviluppo di beni comuni, capace di slanci  collettivi per recuperate gli aspetti propri di una società organica che ha ceduto il passo alla società meccanica, funzionale a regole finanziare ed esclusive.
Ma affinchè lo slancio diventi consapevole e diffuso c’è bisogno che si oltrepassino le definizioni e si trasformino in  patrimonio delle comunità e che chi ha gli strumenti per farlo si senta moralmente impegnato in questo cammino provando ad allargare gli ambienti di discussione e parlando alle comunità piuttosto che di comunità.

back to top Back to top

CALENDARIO


Laboratori Formazione Annuale Puglia
05 luglio 2014 - 05 luglio 2014 - 09:00 / 18:30
Sede da definire

Laboratorio FQTS 2014 Calabria
05 luglio 2014 - 05 luglio 2014 - 09:00 / 13:00
Grand Hotel Lamezia
P.zza Lamezia, 1, 88046 - Lamezia Terme (CZ)
Laboratorio - Programmazione Fondi Europei 2014/2020 III e ultimo incontro

back to top Back to top

30/06/2014

Content e graphic design studio idea comunicazione studio idea comunicazione Sviluppo PanPot